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Macchina per la termoformatura

Autore: Maurizio Martinucci, home-page
Data: 16-Dic-2007 Viste: 380
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Per gentile concessione dell'editore Modellistica (www.modellisticaint.it)

Amici modellisti, quello che presento su queste pagine, non è un modello volante, ma una semplice macchina per fare in maniera autonoma e facile, parti in plastica ricavate da lastra di polistirolo o PVC. Quando ho deciso, assieme all’amico Bruno, di costruire una apparecchiatura per la termoformatura, non credevo che mi sarebbe stata così utile come poi si è rivelata.


Tutto è nato per caso, quando un amico modellista della provincia di Udine, me ne ha prestata una. Si trattava di una apparecchiatura di marca, piuttosto costosa, che ho potuto trattenere ed utilizzare per qualche tempo….abbastanza per intendere che era proprio utile!
Dunque, sapendo di doverla prima o poi restituire, l’ho studiata, per capirne la meccanica, con lo scopo di riprodurla.
In collaborazione con Bruno, ho sostanzialmente clonato detto apparecchio, che si e’ rivelato funzionare in maniera invidiabile. L’oggetto descritto nell’articolo, non è quello che abbiamo realizzato, ma una versione ben più semplice, che funziona comunque bene per le piccole esigenze modellistiche. Il tutto è fattibile utilizzando qualche pezzo di multistrato, alcune viti e chiodi, gomma paraspifferi, e poche altre cose, facilmente reperibili. Occorre anche l’uso di un aspirapolvere, ma do per scontato che in ogni casa ce ne sia uno da qualche parte, da poter prendere in prestito.
Prima di descrivere a grandi linee la costruzione, suggerisco di procurarsi il materiale da stampare, che potrà essere, secondo le esigenze, trasparente, oppure opaco (cioè bianco o colorato, non trasparente). Il materiale trasparente solitamente è PVC, e si acquista a metratura nei grandi magazzini. Io trovo normalmente due spessori; 0.6 mm. e 1 millimetro.
Per fare cappottine per modelli leggerissimi, tipo indoor, io adopero quello di spessore 0,6 millimetri; per modelli più pesanti uso spessori maggiori, anche perché il materiale si stira ed assottiglia quando viene termoformato.
Il materiale opaco non trasparente che uso, è polistirolo (non espanso, ovviamente!), ed è esattamente quello con il quale sono fatti i piatti “usa e getta”, oppure i bicchieri monouso.
La dimensione ideale per la nostra macchina termoformatrice, sarà da adattare alla dimensione dei piatti “di carta” che troverete presso i vostri negozianti. Esistono varie marche di piatti e alcune li fanno sottilissimi, altre fanno piatti con spessori più consistenti, che sono sicuramente da preferire. Reperiti i piatti, avete il materiale con cui termoformerete musetti, cruscotti, pilotini, carenature, copriservi, prese d’aria e tutto ciò che vi verrà utile.
Il diametro del piatto sarà la misura di partenza per costruire la scatola e la piastra porta-piatto, o porta-lastra nel caso del PVC trasparente.


La foto mostra il lato superiore del porta-lastra, con i sei galletti che si stringono facilmente a mano.

Infatti, il bordo del piatto deve essere pizzicato dalla piastra, per circa 6 / 8 millimetri tutto intorno alla sua circonferenza. Nel disegno ho ipotizzato un diametro del “piatto di carta” pari a 20,5 centimetri, che è quello che io ho trovato dal mio negoziante.

Per serrare le due tavolette porta-piatto, si utilizzano 6 viti da ferro, con galletto, disposte regolarmente attorno al foro circolare. Il foro va dimensionato esattamente in base al diametro del piatto che troverete disponibile. Il foro va fatto piu' piccolo di circa 13/15 millimetri, in modo che il bordo del piatto posso essere trattenuto dalle due lastre.
E' importante usare viti a testa svasata, che non sporgano dal piano di legno
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